Parole in silenzio

Fuggiaschi

Leggila con Denouement – Dario Marianelli
Foto di Nika Toroptopsova

Fuggiaschi che passano e che osservi.
Che ignori crudelmente
mentre sputi sulla loro dignità.

La pietà li racconta in una favola senza finale,
clandestini di un mondo che non li vuole.

Passeggiano alla ricerca di quel pizzico di normalità,
di quel bacio nascosto tra le foglie dei salici
dato dietro una vecchia panchina incrostata d’angoscia.

Scappano come fuggiaschi di gioia
e si sbattano tra portoni invecchiati,
degradi e postumi di vita nascosta.

Sculture preziose intarsiate dalle mani del diavolo.

Sono bastardi.
Più ignobili di un dannato sputo.

La natura che li ha resi schiavi li respinge,
si lavano di lacrime amare
che da quegli occhi pieni di pianto

cadono a terra.

Quella terra che calpestano ma su cui non lasciano impronte,
pronte ad essere cancellate dai conservatori del giorno.

Chierici di giudizio.

Che scambiano rose per armi,
normalità per vergogna.

Cattedrale

Leggila con Nuovi orizzonti – Fabrizio Paterlini
Foto di Zoltan Toth

Aspetta ancora un po,
fin quando il vento violento del rancore
smetterà di soffiarti dentro,
fino all’ultimo profondo respiro d’attesa.

Lucciole che rischiarano la notte, pronte a volare via
e spegnersi come timide luci di speranza.

Pregherai al loro capezzale
gridando un canto che sa di dolore
illuminato da quei piccoli esseri immobili.
Piccoli e potenti come fiammelle d’inferno.

Un vento gelido attraversa ora la stanza dove preghi,
dove sogni e dove speri.

Un solo cuore riuscirà a capirlo oltre il tuo.
Luminoso come quelle lucciole,
sfuggente come il raggio di sole
che tra il vapore intriso di pianto,

ha trasformato quella stanza
in una cattedrale d’amore.

Felicità

Leggila con Near Light – Olafur Arnalds
Foto di Lila Kantiana

Non puoi intrappolare la felicità.
Riuscirebbe a scappare migrando da un cuore all’altro,
attraversando sorrisi e cercando di trovarne di nuovi.

Gioca con i volti come fosse un bambino inesperto,
per rendere visibile ciò che il cuore non può mostrare.
Come due petali che si schiudono,
muove, sinuosa, i fili di due labbra amaranto.

Ti trasforma, ti plasma in sementa d’affetto,
ti rende schiavo degli altri ma con una schiavitù voluta, desiderata.

Una gabbia di seta dove fluttuanti, le parole, diventano sogni.

Non puoi intrappolare la felicità,
perché tanto velocemente sparisce,
quanto velocemente ritorna.

Ancora più grande.

I pazzi

Leggila con Divenire – Ludovico Einaudi
Foto di Anna Long

Inizio a fidarmi dei pazzi,
della gente che rimane ai margini.
Pulviscolo d’anima che si rigenera dagli insulti, dal fango, dal rumore.

Gente solitaria ma capace di ascoltarti.

Voglio fidarmi di loro,
voglio apprenderne un petalo di verità.
Intravedere tra gli occhi lucidi quel pizzico di follia
che li rende speciali,
che li rende liberi.

Voglio iniziare ad impazzire come loro,
voglio smettere di essere io, voglio iniziare a diventare noi.

Imparerò a non chiamarli pazzi.
Inizierò a lodarli come eroi.

Piove luce

Leggila con Mr Curiosity- Jason Mraz
Foto di Ryan Penleton

Ascolto solo il vento.
Sento che vuole avvisarmi di tutto quello che potrei trovare la fuori.
Freddo, gelo.
Non tanto quello fisico, ma quello che si insinua nella mente
per non abbandonarti mai più.
Strano, una continua puntura di spillo,
un bagliore improvviso di dolore
che rende accecante anche il buio più fitto,
incapace di riflettere, distinguere la verità dalla finzione,
mescolandoli inesorabilmente insieme.

Fino a quando ti accorgi di non provare più nulla,
divenuto freddo come  la notte in cui,
sporgendoti da quella dannata finestra,
sei stato baciato dal gelo.
Non è concessa neanche una lacrima,
troppo potrebbe esporsi la tua anima,
intrappolata in una gabbia di ghiaccio e sofferenza.

Passano i giorni e gli anni
ma il dolore ormai incancrenito non fa più paura,
si fortifica come una cicatrice di guerra da mostrare con orgoglio al mondo
per raccontare di una battaglia vinta e non certo di una sconfitta.
Si diventa eroi inconsapevoli di se stessi, lacerati e laceranti.
Santi purificati, bastardi con la gloria in pugno.

Sventrati dalla solitudine ma redenti d’orgoglio.

Corri come nessuno

Leggila con Primavera – Ludovico Einaudi
Foto di Alyce Taylor

Tra le foglie ci sono sempre delle more rosse,
tanto rosse che sembrano vergognarsi quando il vento le sfiora.
Piccolissime e bellissime stanno li pronte ad appassire se nessuno le raccoglie.
Sono piccole gemme in un mare di verde,
sonore tentazioni per i piccoli uccelli e le tante velocissime anime della notte,
un esercito di esseri invisibili accompagnati dal canto di luna.

Questa notte mi sono fermato anche io,
ed ho sentito quel canto luminoso ed eterno.

E nell’eterno lottare ho intravisto il coraggio di tutte queste anime al buio,
che in fila, composti come un’umana stirpe
pronta a partire per un viaggio nella rotta di un sogno,
corrono a passo lento verso more che nel buio hanno perso il loro colore.
Scarniti e stanchi si macchiano di quel sangue non loro,
ingordi di vita e di passione.
Scappano, corrono e ritornano,
in quella che sembra una danza che coinvolge l’intera foresta.
C’è chi li chiama bestie, queste povere anime nascoste.
C’è chi li chiama bestie, questi eterni viaggiatori silenziosi.
Ma in realtà quegli occhi lucidi al chiaro di luna stanno parlando
quando ancora il sole sta per sorgere.
E si fermano sulla montagna più alta,
dopo aver controllato che tutto sia come prima,
prima di fuggire lesti in quell’angolo di foresta ancora nero.

Piccolissimo giglio

Leggila con Box of Cedar – Marissa Nadler
Foto di Catarina Rocha

Piccolo, piccolissimo giglio.
Mi guardi con quegli occhi che cercano vita senza mai stancarsi.
Grato per il soffio che hai ricevuto,
il respiro di Dio, il saluto del cielo.
Piccolo, dolcissimo miele.
Mi guardi con quell’anima piena
come di un’eroe che ha vissuto cent’anni di vita,
e che cent’anni ancora vuol vivere.
Stai dicendo al mondo di amare,
stai dicendo alle mie mani di essere amato
e con quello stesso amore viaggiare non più lontano del cuore.
Stringimi forte, piccolissimo giglio,
diventa lo stelo dei tuoi desideri.
Reggiti dinanzi al mondo e il mondo si chinerà dinanzi a te.
Sei il piccolo re di un immenso reame.

Cotone

Leggila con Skynning Love – Birdy
Foto di Quentin Shih

Morbida pelle rosea, plumbea e di un colore finissimo,
rosea di vergogna quando qualche occhio ti sfiora.
Chiudi quelle perle nere, due occhi persi nel lattiginoso paradiso del volto.
E le lentiggini, poi,
tante piccolissime stelle di un cielo gioioso.
Sorridi, e sembri diventare candido cotone,
pura come nessuna lo è stato mai.
Così debole che basterebbe un soffio per spezzarti,
per spargere la tua gioia come un soffione in un campo.
Ma tu continui a sorridere, perché tu sei cotone,
sei una nota soffice in uno spartito spinoso.

Splendi

Leggila con Dont’ you remember – Adele
Foto di Vladimir Perfanov

Avevi la saggezza nel viso
e mi guardavi con gli occhi pieni di orgoglio.
Non c’era amore che poteva sconfiggere il tuo,
non volevo più sognare, perché nel sogno ci vivevo già.
Dietro quella porta piena di storie
c’erano i volti di vite eterne, che ricordo ancora.
Che ricorderò sempre.
Ma le storie non sono eterne,
e come tutte le storie anche la tua è finita.
Però potrò rileggerla,
chiudendo gli occhi e sentendoti ancora,
mentre mi racconti quella storia che ti piaceva tanto.
E ti sorriderò come in quei giorni,
mentre fuori pioveva ma oltre quella porta
splendeva il sole più bello di sempre.
Splendevi tu.


Cenere nera

Il buio della notte non mi fa paura.
Mi fa paura la luce accecante della menzogna,
bella come l’ angelo custode di tenebre.
Che ti tradisce mentre cerchi di amarlo
mentre lo rincorri e piangi.
Quell’unica speranza di redenzione che hai sempre cercato,
e che tutti ti hanno detto sempre di cercare.
Svanisce e diventa cenere nera e cupa,
bagnata solo da una pioggia di lacrime.

Leggila con Someone to you – Adele

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